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Recensione “Il Divoratore” di Simone Gambineri&Aligi Pezzatini

Buongiorno a tutti Divoratori di libri e bentrovati sul mio blog!
Il termine “Divoratori” oggi cade proprio a fagiolo poiché andrò a parlare de “Il Divoratore” di Simone Gambineri&Aligi Pezzatini, un romanzo fantasy autoconclusivo che mi ha fatta innamorare dalla prima all’ultima pagina. Come sempre, prima di lasciarvi alla recensione vi do qualche informazione tecnica.
Buona lettura!
Mars.

Titolo: Il Divoratore
Autori: Simone Gambineri&Aligi Pezzatini
Genere: Fantasy, fantascienza, distopico, avventura, romantico
Casa editrice: Self Publishing (Amazon)

Trama:
Sul mondo di Esperia la tecnologia sta lentamente declinando, apparentemente senza motivo. Anche per scoprirne le cause Altea, una giovane archeologa sta conducendo degli scavi, ma viene ferita a morte da un colpo di pistola dopo aver rinvenuto uno strano manufatto.
Per salvarsi si vede costretta a stipulare un patto con un essere definito dalle leggende come maledetto, che concede un grande potere ma al prezzo della sua anima.
Riuscirà Altea a svelare i più grandi arcani del suo mondo?

Recensione:
Contavo i giorni che mi separavano dal pubblicare questa recensione e ho dovuto molto sforzarmi per non condividerla subito con voi.

Parto con il dire che “Il Divoratore” rientra, senza alcun dubbio, tra i libri più belli che abbia letto quest’anno, ed è davvero uno di quei gioiellini che non ci si deve lasciar sfuggire.
Cercherò di andare con ordine per non tralasciare neppure un dettaglio, sebbene i punti da analizzare siano davvero tanti.

La prima cosa che mi ha colpita, nonostante per me non sia un elemento fondamentale, è l’originalità della trama. Sono la prima a sostenere che al giorno d’oggi, specie nel fantasy e nella fantascienza, sia praticamente impossibile inventare qualcosa di nuovo, ma la veste e il mix che Simone e Aligi hanno fatto di elementi sicuramente topici ha qualcosa di davvero personale e insolito, che poche volte mi è capitato di vedere. E ciò mi ha incuriosito.
Scegliere questo mix, come lo chiamo io, è una mossa molto azzardata perché si rischia facilmente di scavallare la linea dello straniante e dell’eccentrico, facendo un brutto effetto al lettore. Non è questo il caso. Bravura, fortuna (forse un po’ di entrambe, giudicate voi) ma il mondo creato e la storia narrata ha trovato la giusta armonia, facendo ben vibrare la voce degli autori, che poi è il punto più importante.

Da questo mi riaggancio anche ai generi, che, come potete notare, sono più di uno. A mio avviso, in verità, definire questo romanzo in una sola gabbia di questo tipo non è esaustivo: come ho già spiegato in un precedente video pubblicato su Instagram, questa storia è un po’ fantasy, un po’ fantascienza, un po’ distopia, un po’ avventura con la giusta spruzzata di romanticismo.
Partiamo dalla fantascienza: senza alcun dubbio taluni strumenti, così come il riferimento a una tecnologia superiore, si ascrivono al genere del puro Sci-Fi, e se questo non bastasse vi è la presenza di creature aliene. Per quanto riguarda la distopia è indubbio che il mondo in questione rispecchi abbastanza i canoni di questo genere, seppur in modo un po’ anomalo; passiamo inffine al fantasy: La magia, le creature presenti (Abissali), la costruzione di talune strutture sociali sono senza alcun dubbio di tipo fantasy, nello specifico più Urban.

Altro elemento degno di nota è la costruzione dei personaggi. Anche in questo caso non ci troviamo di fronti a stereotipi o cliché ma a personalità vivide, insolite e pulsanti di vita. Nello specifico mi ha colpito molto il personaggio di Altea, protagonista “eroina”, che acquista un grande potere e diventa in grado di cose incredibili. Queste caratteristiche, generalmente, mi fanno un po’ storcere il naso, invece in questo caso mi è piaciuta e l’ho apprezzata. Da un lato, sicuramente, ha aiutato “il principio dello scambio equivalente” applicato: Altea ottiene un grande potere, ma solo al prezzo della sua anima. E la perdita è vera, palpabile, non come spesso avviene in talune storie con analoghe caratteristiche, dove di fatto all’eroina non cambia nulla anche se, in teoria, dovrebbe cambiare tutto. Altea, di conseguenza, non risulta un personaggio antipatico e fastidioso, ma qualcuno con cui empatizzare in modo crescente.

Questa abilità nel gestire i personaggi (non solo la protagonista ma anche tutti gli altri) non si può imputare ad altro se non l’attenzione e la cura degli autori, che di certo non hanno peccato di superficialità.

Inffine è da segnalare lo stile degli autori che è molto scorrevole pur abbondando le descrizioni, piacevole all’occhio e incalzante, tanto da portare naturalmente a leggere pagina dopo pagina.

VOTO: 💜💜💜💜💜/5

Pubblicato da marscoffer

Mars in breve: libri, fumetti, videogiochi e serie tv. E dolci. Tanti dolci. I generi preferiti sono il fantasy, il fantascientifico, lo storico e il romance. Laureata in Alfabeto con specialistica in Editoria e scrittura bevo litri di cappuccino, accarezzo volpini e imbratto fogli.